Scopo di questa comunicazione è di far conoscere la figura e l’opera del Dott. Giancarlo Bertolotti (1940-2005), medico specializzato in Ostetricia e Ginecologia, ad un pubblico di medici cattolici, a maggior gloria di Dio.
Dopo la sua morte avvenuta nel 2005 all’età di 65 anni, sulla base di una documentazione straordinariamente accurata e la testimonianza di numerosissime pazienti, amici, parenti e collaboratori, è stata avviata una causa di beatificazione (2013).
Conclusa la fase diocesana, il 13 novembre 2025 la salma del Servo di Dio è stata traslata nella Basilica dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini di Sant’Angelo Lodigiano.
Giancarlo nasce nel 1940 e dopo gli studi liceali, si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia nel1958. Si laureerà nel1967 con un discreto ritardo, motivato nei suoi meticolosi appunti, dall’ incertezza circa l’indirizzo da intraprendere ma soprattutto sul contemporaneo desiderio di approfondire temi, per lui fondamentali, in campo filosofico e teologico e la frequentazione di circoli culturali cattolici.
Nel 1968 vede la luce l’Enciclica Humanae Vitae di Papa Paolo VI che avrà un influsso decisivo nella vita di Giancarlo. Spinto dalla convinzione che si debba curare non solo il corpo ma anche educare lo Spirito, sceglierà la specialità di Ostetricia e Ginecologia concludendola nel 1971, diventando poi assistete volontario nella omonima Clinica Universitaria di Pavia. In questa sede completa la sua formazione scientifica partecipando a congressi e a periodi di aggiornamento in Italia e all’estero.
Nel 1973 comincia ad interessarsi dei metodi naturali di regolazione della fertilità dedicandosi con assiduità alle numerose coppie che, attirate dalla sua passione per la vita, si lasciano guidare ed istruire da lui. Questa attività è scrupolosamente documentata ed utilizzata per comunicazioni a congressi nazionali ed internazionali.
Nel 1978 in Italia viene approvata la legge 194 che, depenalizzando l’aborto, ne rende possibile l’esecuzione negli ospedali pubblici. Nello stesso anno Giancarlo presenta obiezione di coscienza e raccoglie intorno a sé un folto gruppo di amici, colleghi, collaboratori e volontari che condividono con lui la fede e la passione per la vita cominciando una vasta opera di fondazione di consultori, centri di aiuto alla vita e case di accoglienza per giovani madri in difficoltà, in varie città e paesi limitrofi. Successivamente, nel 1981, l’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio di Papa Giovanni Paolo II darà ulteriore conferma a questa attività definendola una vera e propria missione.
Molto spesso le opinioni e le proposte di Giancarlo venivano accolte, nella sua clinica, con una certa freddezza se non, a volte, con ostilità. La sua critica aperta all’aborto, alla contraccezione farmacologica, agli interventi di sterilizzazione, al ricorso troppo frequente al taglio cesareo e la sua proposta di limitarne il numero faceva si che fosse considerato come una pietra di inciampo dai suoi detrattori, un nemico della modernità. In realtà ogni novità in campo medico che si dimostrava vantaggioso per le pazienti veniva da lui prontamente accettato, ad esempio nuove tecniche chirurgiche per il taglio cesareo, la laparoscopia, il ricorso all’analgesia del parto; in particolare aveva appreso in Germania una manovra di rivolgimento cefalico per vie esterne in caso di presentazione podalica che permette di evitare, in alcuni casi, il ricorso al taglio cesareo. Di questa tecnica era l’unico depositario in clinica, sempre disponibile però ad insegnarla a colleghi e specializzandi che si dimostravano interessati. Tuttavia, pur essendo una persona schiva, umile e poco appariscente, tutti erano colpiti dalla sua fede, dalla dedizione totale alla sua missione di medico ed insegnante, dal suo disprezzo del danaro e della carriera, dal rispetto verso i pazienti, i colleghi ed i superiori. Naturalmente miglior accoglienza trovavano le sue iniziative nei consultori, nei centri di aiuto alla vita e nei corsi diocesani di preparazione al matrimonio; particolarmente fruttuosa fu la sua opera di formazione di collaboratori fra il personale ostetrico ed infermieristico ma anche fra le coppie che, avendo sperimentato le tecniche naturali di regolazione della fertilità, ne divenivano poi insegnanti.
Colpisce il fatto che un uomo così sensibile alla persona e che ha dedicato tutta la sua vita all’amore, al matrimonio ed alla procreazione non si sia mai sposato. A questo proposito, nel quadernetto al quale affidava le sue riflessioni, ci sono righe da cui traspaiono i suoi dubbi ma soprattutto la totale fiducia in Dio che opera sempre, in ogni condizione, per il nostro bene.
Il 2 novembre 2005, mentre tornava in ospedale per visitare una paziente operata la mattina, fu coinvolto in un incidente stradale e ricoverato in Rianimazione; il 5 novembre morì dopo aver donato gli organi.
Fu solo dopo la sua morte che ci si rese conto della estensione e della profondità della sua opera; sia la folla di persone presenti al suo funerale che il progressivo ritrovamento di un ingente e meticolosa documentazione cominciarono a delineare la straordinarietà della sua figura e la necessità di creare un archivio in cui potesse essere accuratamente studiata. In clinica, nel frattempo, numerosi colleghi si divisero la sua eredità professionale continuando la sua opera.
Nel novembre 2013 ebbe inizio il processo diocesano di beatificazione.
Dottor Giovanni Coven, inviato da don Filippo Barbieri.
P.S.
Chi scrive era un giovane medico anestesista che nel 1980 cominciava a lavorare nella stessa clinica; era favorevole alla legge sull’aborto considerandolo un male minore. Dopo pochi giorni fu affrontato dal dott. Bertolotti che lo contestò con fermezza affermando che la vita di un nuovo essere umano non è a disposizione di nessuno. Non ostante questo scontro, il suo atteggiamento rimase sempre amichevole e collaborativo. L’esempio professionale e la fede profonda di Giancarlo cominciarono a far vacillare le certezze di chi scrive, fino a quando, sette anni dopo, fece obiezione di coscienza e cominciò un cammino di riavvicinamento alla Chiesa. Ebbe inizio, da allora, un tempo di collaborazione e comunione profonda mai più interrotto.


